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Procedimento:
Lento è
l’incedere del carretto diretto alla liuteria e
trainato dal Mastro Costruttore. Sopra ad esso
riposa un grosso ceppo di noce, ancora con la
proprio corteggia fortemente provata dal tempo e
dai fattori atmosferici.
Giunto nel retrobottega con l’ausilio della
solita e vecchia roncola tutto lo strato
superiore che si è dovuto sacrificare per
l’ottimale stagionatura, viene rimosso con
secchi e ben mirati colpi. L’esperienza guida
questi gesti che il mastro compie mentre le
prime gocce di sudore appaiono in fronte. Con
forza poi il Mastro solleva e trasporta la
materia prima sul polveroso banco da lavoro.
Alcuni trucioli risiedono ancora nelle fessure,
dove le assi si intersecano.
Il Mastro estrae ora dal cassetto uno scalpello
a punta grossa, e con esso inizia il primo e
grossolano intaglio. Lento lo scalpello si muove
sul legno, staccando consistenti listarelli di
noce.
Un abbozzo cilindrico ha ottenuto il Costruttore
con questo semplice lavoro ed ora ripone lo
scalpello pulendolo appena con un soffio forte
di fiato. Ora con uno scalpello più fine
ridefinisce la forma cilindrica rendendola
infine perfetta in tutti i suoi aspetti. Dopo
ore di lavoro poi, grazie a numerosi coltelli da
legno, viene reso cavo il pezzo e
successivamente levigato all’esterno e
all’interno con sabbia fine.
Un altro punteruolo, questa volta a vite usa il
Mastro per creare i fori alle giuste distanze
abbozzate su di una pergamena redatta dallo
stesso, a memoria di tutto il suo sapere. Con
infinita pazienza ora l’ottavino viene diviso in
tre parti e ad ognuna di esse viene applicato un
innesto di sughero che ne permetterà l’isolata
congiunzione. Proprio a fissaggio d queste
sensibili e delicati parti spessi anelli di osso
già preparati in precedenza vengono applicati
alle estremità.
Lo strumento viene in ultimo testato dal Mastro
Costruttore con risultati eccellenti di suono e
intonazione. |